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15 Mag

Your Place or Mine – Mantova

eros 10.7.

COMUNICATO STAMPA

Paolo Cavinato / Vittorio Corsini

Your Place or Mine

Mostra a cura di Peter Assmann e Renata Casarin

Inaugurazione: 9 giugno ore 18.00. Apertura mostra: dal 10 giugno al 3 settembre 2017.

Orari di apertura: da martedì a domenica, 14.00 – 19.00

Ingressi: da martedì a sabato: ingresso libero

Domenica e festivi: ingresso con biglietto del Museo di Palazzo Ducale

LaGalleria spazio Arte contemporanea Palazzo del Capitano – Installazioni in Corte Vecchia – Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova

La mostra “Your Place or Mine” presenta opere degli artisti Paolo Cavinato e Vittorio Corsini in parte appositamente realizzate per un allestimento di grande impegno che si snoda nel percorso museale di Corte Vecchia, nel Palazzo Ducale di Mantova, oltre che ne LaGalleria del Palazzo del Capitano.

La scelta di questi due artefici, mantovano l’uno con un’attività che si prolunga fino a Copenhagen, originario di Cecina l’altro, ma con una attività espositiva pure internazionale, nasce dalla volontà di esibire sul fronte dell’arte attuale il fare di chi attende a una riflessione sul concetto di spazio abitato, di corpo abitato, che scaturisce da una attitudine mentale all’indagine del luogo, a partire da noi stessi. Ogni essere è territorio, occupa una porzione nell’esistente e ne occupa un’altra se pensiamo all’entità dell’anima o della coscienza, vale a dire che abbiamo un habitat interiore che ha un peso (spirituale), una luce e una sua ombra. Paolo Cavinato esplora i labirinti dell’essere e dell’esserci realizzando sofisticate strutture lignee capaci di provocare una vertigine di senso, sino provocare un duplice movimento. Quello della perdita ineluttabile di ogni direzione, di ogni possibile cammino come vera e propria metafora dell’abisso umano; quello dello smarrirsi mentre realmente si compie l’esperienza dell’attraversamento delle strutture o se ne spiano le vertigini ottiche da pertugi sapientemente predisposti. Sono lavori di raffinato esercizio intellettivo e perspettivo, giocati sul pieno e sul vuoto, che inducono alla confusione di senso per poi ritrovarlo nella messa in essere opera dopo opera di un dispositivo emotivo e concettuale insieme, capace di rendere conto insieme della profondità o della pochezza del nostro stare nel mondo.

Vittorio Corsini esplora gli spazi domestici, le piccole regioni del nostro abitare, in cui ci rinchiudiamo e dove coltiviamo il nostro orto, dove riponiamo i nostri souvenir, dove custodiamo come pietre preziose ricordi del nostro passaggio sulla terra facendo della casa il macrocosmo che ci contiene, ci possiede, ci racconta di noi. Il linguaggio che l’artista sceglie per dare forma a questo universo è volutamente spiazzante, non solo per  le “metafore visive” che Corsini realizza, ma anche per come impiega i materiali. Sarebbe meglio dire per come piega il vetro, l’acciaio, il perspex, a divenire corpo di oggetti che mimano una esistenza nuova, rubata a quella delle forme del naturale. L’artista toscano ripercorre le vie dell’esistente, i luoghi della nostra ubicazione nello spazio e nel tempo, plasma il nostro esserci così come plasma la materia della sua fucina artistica, riassorbendo in un’unica architettura mentale e reale insieme il senso dell’essere al mondo.

Renata Casarin

23 Ago

House of Pinocchio

at C&H gallery

Tweede Kostverlorenkade 50, 1053 SB Amsterdam
www.ch-gallery.com

 

Opening: 3 September 2016, 17:00 to 19:00 hrs.

The exhibition will be on view through October 8, 2016.

With House of Pinocchio, Vittorio Corsini presents his latest sculptures, in which he reflects on architecture as a place where individuals define and fulfill themselves. His work seems to always be suspended between the promise and impossibility of inhabiting a space. This contradiction is apparent in his visual language; he combines fragile materials with durable ones, and plays with the opposition between outside and inside.

Corsini combines one huge aluminum piece, hanging from the ceiling, with several smaller sculptures of glass and marble in this show. All works are in one way or another ‘open’ houses: their walls are either totally see-through or literally folded down. By revealing the interior space of these buildings, Corsini reflects upon the illusionary distinction between inside and outside. Any visual obstacles are taken away, allowing the eye to flow freely through the house. For all their perceived openness, however, these rooms can never be occupied. The unfolded walls of the hanging sculpture leave nothing but emptiness, while the space within the glass houses can’t be entered because a slab of marble closes up their only open side.

Corsini prefers to work with glass because its transparency and fragility reflect the precarious condition of dwelling itself. Glass has, in fact, always been a material loved for the care and attention it requires. The interior evoked within Corsini’s glass walls becomes the site of a perceptual projection, rather than an actual experience. The same can be said of his hanging sculpture, as the aluminum walls diminish the building to an accumulation of surfaces. Corsini reduces the interior space to its perimeters, to the abstract boundaries, to outlines that are at once tangible and fragile.

 

C&H gallery – Amsterdam

Tweede Kostverlorenkade 50, 1053 SB Amsterdam
Gallery hours: Wed-Sat 13-18 and by appointment.
T +31 20 753 09 64,

info@ch-gallery.com

www.ch-gallery.com